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venerdì, 27 novembre 2009
ma anche i quarti vanno scomparendo, temo:
oggi, in campagna, perfettamente maturi...ho colto e mangiato dei lamponi
giovedì, 19 novembre 2009
un po' come lo alleniano zelig, stamani, io
apro i preferiti e scorro i blog della lista:
guardo la vignetta sulla terza età e avverto un dolore dietro la schiena;
leggo il post demenziale e rido, proprio come una sciocca;
leggo il post dell'odio e odio pure io,
così bene che -zac- in un attimo rimuovo quel blog dai preferiti;
sabato, 14 novembre 2009
certo lo so io e lo sapete voi,
sono eccessiva quando si parla di refusi;
ma è mai possibile che si arrivi a pubblicare un banner pubblicitario di questo tipo senza che nessuno si accorga dell'errore?
giovedì, 05 novembre 2009
appena uscita da scuola mi accorgo, non trovandolo nela solita tasca dei pantaloni, di non avere con me l'abbonamento del bus;
mi avvio comunque alla fermata e penso che, inconsapevole di questa mancanza, ho fatto un viaggio di andata sereno mentre adesso -nonostante la situazione sia analoga- mi aspetta un ritorno con l'ansia che salga a bordo il controllore;
ma il controllore per fortuna non sale, io scendo dal bus e mi rilasso mentre cammino verso casa... poi mentre cerco le chiavi nella taschina dello zaino mi accorgo che pure l'abbonamento era lì;
la nostra vita -emotiva- è così: influenzata non tanto dai fatti quanto dalla nostra consapevolezza dei fatti;
o addirittura dalla nonsapevolezza;
domenica, 18 ottobre 2009
c'è un albanese, un africano, un sudamericano, un cinese e... un italiano;
anzi, no, gli italiani sono una decina perché non è l'inizio di una barzelletta ma l'autobus su cui viaggio,
mi godo i loro colori e penso che per me, che ho paura di volare, l'immigrazione sia una gran comodità;
sabato, 10 ottobre 2009
certe volte anche le parole costano fatica e non sono facili da trovare;
pubblico questa foto -scattata nel bagno di scuola- perché potrebbe tornare utile a qualcuno, nel caso gli chiedessero come sta e non riuscisse a descrivere una sensazione di disagio, di percezione della precarietà e di una consapevolezza -fondata- che il peggio deve ancora venire... insomma, il sentirsi appesi ad un filo con la prospettiva di un futuro di merda
:)
lunedì, 05 ottobre 2009
provvedimenti disciplinari non ne ho presi, oltretutto neppure era uno dei miei;
mi è bastato che si scusasse del suo comportamento irrispettoso e con un rimprovero l'ho lasciato andare;
ma ero soddisfatta, mi verrebbe da dire felice;
non per l'aspetto disciplinare, pensavo alle mie colleghe -in tailleur, coi tacchi alti- che sono molto eleganti ma... sarebbero riuscite a raggiungere uno studente, dopo averlo rincorso nei corridoi, mentre scappava cercando di farla franca?
domenica, 27 settembre 2009
Ho visto passare l'estate come un treno veloce in una stazioncina senza importanza. Dice che il mare c'è ancora ed io non posso che crederci. Del resto basterebbe davvero poco (se dieci minuti di passeggiata possono definirsi 'poco') per averne conferma.
Ma ci sono da rispettare dei turni e delle priorità e ci sono da fare infinite cose: quelle cose che si fanno al posto di altre.
Io comunque me la cavo, prendo ciò che posso da ogni singolo giorno e sto imparando ad ingannare perfino il tempo che manca.
Questo autunno però, o al massimo quest'inverno, devo trovare una stazione in cui anche i treni veloci si fermano... ché sento il bisogno di scendere.
martedì, 22 settembre 2009
paga il più fortunato, mi scrisse un amico ipotizzando che potessimo pranzare insieme... sottintendeva che il conto sarebbe stato affar suo;
ma, al di là di chi paghi un pranzo, è un concetto che condivido in senso lato;
la sorte può influire -più del merito- sull'esito di qualcosa o sulla vita di qualcuno e il più fortunato dovrebbe almeno pagare;
non si tratta sempre di tirare fuori dei soldi... ci sono altri modi, dipende dal contesto;
si può pagare durando un po' più di fatica, accettando un'attesa un po' più lunga, anticipando un saluto o, addirittura, mettendosi un po' in ombra per far risaltare altri;
domenica, 13 settembre 2009
c'è una bella differenza
tra l'accontentarsi ed il valorizzare ciò di cui si dispone;
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